Cerchio nel grano di Sabaudia Giugno 2004

Cerchio nel grano di Sabaudia Giugno 2004

27 Giugno 2013 0 Di Giuseppe

CERCHIO NEL GRANO –  GIUGNO 2004 LOCALITA’ SANT’ANDREA – SABAUDIA (LT)

Il periodo estivo lo si conosce bene, mare, sole e belle giornate… Ma non solo, il periodo della stagione più bella dell’anno vede spesso una crescita esponenziale di un grande fenomeno ufologico e non: I CERCHI NEL GRANO.

In questo articolo, faremo un piccolo salto nel tempo e vi presenteremo, anche se sono trascorsi nove anni (ma in fondo i cerchi non hanno una data di scadenza, giusto?) uno dei cerchi più belli e lasciatemi anche dire AUTENTICI, che siano mai stati scoperti nella provincia pontina ed approfondirò del perché di tali affermazioni.

Ci catapultiamo ai primi del mese di Giugno del 2004, nei pressi della località Sant’Andrea, nelle immediate vicinanze del Comune di Sabauda.

In una proprietà privata di campagna, come tante presenti nella zona, circondata da una fitta vegetazione, in modo del tutto casuale, un pilota di aereo privato che stava sorvolando la zona, viene immortalata una prima foto di un incredibile CERCHIO NEL GRANO!

Subito emergono le dimensioni di questo cerchio nel grano, in tutta la loro magnificenza, oltre cento metri di lunghezza per circa quaranta di larghezza, i quali andavano a costituire la forma di un pittogramma originale, splendido ed allo stesso tempo astratto nella forma geometrica che componeva.

All’interno i cerchi sembravano un’opera di Giotto, perfettamente rotondi, steli di grano perfettamente attorcigliati fra loro, ma non spezzati, camminando nelle sezioni in il grano era appiattito si immagina subito l’enorme complessità certosina con il quale era stato realizzato.

Un’autentica opera d’arte, costituita da tanti disegni circolari che si intersecano fra loro, sezioni rotonde che sembravano disegnate con il compasso, spighe di grano con una forma a spirale incredibile, chi o cosa sia riuscito ad ottenere un simile risultato senza l’ausilio di attrezzi e/o macchinari sofisticati ed a quale prezzo e fatica? Tale domanda sorge spontanea, per il fatto che l’intera area era fortemente delimitata e la strada più vicina dista diverse centinaia di metri, non a caso dall’ingresso della proprietà in cui fu scoperto il pittogramma, bisognava percorrere a piedi un sentiero prima di arrivare al campo incriminato.

La presenza di ben otto cani, i quali, a detta del proprietario sono sempre lasciati liberi di circolare, soprattutto di notte, per contrastare eventuali malintenzionati ed animali selvaggi, non abbiano in nessuno udito e/o visto nulla di quello che era avvenuto nel campo di grano adiacente alla proprietà.

Pensare, infine, ad una qualche tipo di pubblicità o fenomeno creato ad arte dal proprietario del campo era da escludere, poiché quest’ultimo ci confidò apertamente, il proprio fastidio verso un fenomeno che non conosceva e tanto meno del fatto di ritrovarsi con estranei che per diversi giorni crearono un vero e proprio pellegrinaggio a favore del pittogramma.

Dopo nemmeno due settimane, circa, il campo fu arato ed il grano rimanente, ancora utilizzabile, raccolto, evento questo che confermò i timori in cui il proprietario non restò contento di quanto accaduto.

Escludendo, quindi, la mano dell’uomo e di qualche buontempone che visti i cani da guardia e l’area molto angusta da raggiungere sia a piedi che tanto meno con mezzi a motore, dava spazio ad un solo risultato ed una sola verità, una qualche forza esterna non comune e forse non terrestre era l’artefice del pittogramma.

Le analisi effettuate nella zona, come fu riportato da alcuni giornali locali, dichiararono con certezza della presenza di un forte campo elettromagnetico nell’area in cui si era formato il cerchio nel grano!

Caratteristica, questa, riscontrata solamente nei cerchi autentici!

Personalmente, io stesso, notai come i cellulari facevano fatica ad avere campo per poi salire di livello appena uscito dall’area.

Alcuni insetti furono ritrovati attaccati alle spighe, morti, ma perfettamente integri, come “essiccati” da un qualche tipo di campo di microonde.

Infine, la perfezione con cui erano stati lavorati molti punti e cerchi del pittogramma, una qualsiasi mano umana in condizioni non certo favorevoli, tenendo conto dei cani,  della scarsità di luce presente in area così ristretta e non frequentata, della impossibilità di trasportare o far arrivare qualsiasi mezzo meccanico, senza fare alcun tipo di rumore o lasciare segni nel terreno dovuti al loro stesso trasporto, sarebbe stato troppo per chiunque…..

Per questi elementi comuni, i quali, se sommati per complessità, mi fecero subito pendere l’ago verso l’autenticità del cerchio.

Questa è l’impressione che ho avuto, resta il fatto che il cerchio scoperto ben nove anni fa, resta uno dei tanti misteri locali più affascinanti, misteriosi e magici al tempo stesso…..