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Write on Sabato, 20 Luglio 2013 Pubblicato in Crop Circle

Il filmato che segue ha dell'incredibile, è stato registrato la sera del 9 Luglio 2013 durante la visita all’interno di un crop circle comparso ad Avebury Trusloe vicino alla piramide naturale di Silbury Hill soprannominata la “Collina degli Splendenti”. E proprio in questi campi di frumento, tutti gli anni in questo periodo fanno la loro comparsa i crop circle.

Questa volta, quindi, non solo foto, ma "l'atto" stesso della realizzazione del crop circle!

ufo crop1037 Jul. 20 11.07

ufo crop1034 Jul. 20 10.59

ufo crop1033 Jul. 20 10.59

Oltre alla comparsa dei pittogrammi, vengono spesso avvistate sfere di luce che volano a bassa quota sopra i campi e le colline di questa splendida e affascinante zona “magica”.  Nel video spettacolare registrato da uno dei visitatori dei crop circle, la sera del 9 Luglio 2013, mette in evidenza la comparsa di alcune sfere di luce di una luminosità intensa che stazionano sopra una collina della zona di Avebury, nella ripresa sono presenti delle persone che osservano la scena che dal filmato stesso sembra che il fenomeno si sia presentato poco dopo il tramonto del sole.

La ripresa che appare autentica, ricorda nella tipologia del fenomeno quella ripresa in Inghilterra nel 1996, in cui in pochi istanti alcune sfere di luce crearono dal nulla un pittogramma....

Probabilmente abbiamo una risposta certa su "come" vengano realizzati i cerchi nel grano....

Dovremo solo scoprire che c'è dietro questo incredibile fenomeno......

Guardate il filmato!

Write on Sabato, 20 Luglio 2013 Pubblicato in 3° Tipo
Quanto accaduto venerdì 11 dicembre nel quartiere di Al Warraq, affonda quindi radici ben più lontane nel tempo. Apparizioni non a singoli veggenti, ma a folle intere, spesso protrattesi per mesi o anni e quasi sempre documentate anche da materiale fotografico. L'apparizione di Al Warraq ha coinciso con l'inizio del mese Copto di Kiahk, meglio conosciuto come "il mese di Maria", le cui celebrazioni termineranno il 7 gennaio 2010. Il primo ad accorgersi dell'apparizione è stato un musulmano, Hassan, che era seduto nel suo bar quando intorno alle 20.30 ha visto una forte luce venire dalla chiesa. Anche altre persone dalla strada hanno notato la luce e hanno visto una colomba volare in cerchio sopra alla chiesa. Poi alle 1.00 di notte l'apparizione si è manifestata a figura intera spostandosi in vari punti dei tetti della chiesa. Non sono mancate le guarigioni miracolose (ndr. anche se forse la cosa ancora più miracolosa è stata vedere riunite in festa, animate dalla speranza, persone di differenti religioni) tra cui quella di una donna rimasta cieca ad un occhio per una retinopatia avanzata dovuta al diabete. Anche in questo caso, durante la notte o nei giorni immediatamente successivi, come affermato in parte anche nel comunicato ufficiale della diocesi di Giza, si sono manifestati tutta una serie di eventi associati anche alle precedenti apparizioni, alcuni dei quali spesso assimilati alla casistica ufologica con cui il fenomeno ha molti punti in comune: 1. Le "colombe": a differenza delle normali colombe queste sono in grado di volare di notte, hanno forme diverse, spesso luminose, sono più grandi e volano senza battere le ali 2. Le stelle: sono più grandi delle normali stelle. Spesso hanno forma sferica e discendono sulla chiesa designata per l'apparizione per poi sparire. 3. Luci di vari colori, dall'arancione al celeste che circondano la chiesa come una specie di aura spirituale. 4. Le croci montate sulle chiese iniziano a brillare di una luce fosforescente oppure una croce bianchissima appare sul capo della Madonna. 5. L'incenso: si diffonde con un piacevole odore come un fumo bianco. 6. Nubi, anche luminose, che appaiono nei luoghi dell'apparizione e poi si trasformano nella Vergine Maria. 7. I miracoli di guarigione. In allegato alcuni video dell'evento ripresi con i telefoni cellulari e foto di alcune delle apparizioni degli anni passati che abbiamo menzionato.
Write on Sabato, 20 Luglio 2013 Pubblicato in Foto

SONDE ROBOTICHE ALIENE STANNO SONDANDO IL NOSTRO SISTEMA SOLARE!

Flotte di sonde robotiche spaziali provenienti da civiltà aliene potrebbero già essere arrivate nel nostro Sistema Solare! Detta così, sembra la trama di un romanzo fantascientifico o l’affermazione di un ‘fuffaro’ appassionato di Ufo.

Si tratta, invece, dell’ipotesi avanzata da un autorevole studio pubblicato sull’International Journal of Astrobiology da Duncan Forgan e Arwen Nichols, due matematici dell’Università di Edimburgo.

Secondo i due ricercatori, in un remoto passato, civiltà aliene potrebbero aver lanciato sonde robotiche nello spazio, allo stesso modo in cui gli umani hanno spedito la Voyager dalla Terra.

Attenzione però, si tratterebbe di manufatti altamente tecnologici, capaci di occultare la loro presenza e di autoreplicarsi, cioè in grado di produrre nuove versioni di se stesse utilizzando gas e polveri interstellari incontrate durante la navigazione cosmica.

“Possiamo concludere che una flotta di sonde autoreplicanti può esplorare l’intera galassia in un tempo sufficientemente breve, in periodo di tempo inferiore all’età della Terra”, spiegano i ricercatori.

Le sonde, infatti, per esplorare tutta la nostra galassia in 10 milioni di anni, avrebbero bisogno di viaggiare al 10% della velocità della luce. Per ottenere tali velocità, le navicelle robotiche potrebbero usare l’effetto fionda garantito dalla gravità delle stelle.

“Sonde interstellari possono effettuare manovre ‘fionda’ intorno alle stelle che visitano, ottenendo la spinta necessaria per continuare l’esplorazione”, scrivono i ricercatori. D’altra parte, le nostre stesse sonde Voyager hanno usato una tecnica simile, utilizzando i grandi pianeti del Sistema Solare, ma la gravità di una stella garantirebbe una spinta molto più grande.

La domanda è, se sono qui, perchè non le abbiamo ancora viste? I due ricercatori ipotizzano che le sonde possano essere state programmate in modo da non arrivare in grande numero, dato che “potrebbe essere interpretato come ostile, causando il panico”.

Altri scienziati, convinti che le sonde potrebbero già essere qui, hanno fornito spiegazioni alternative. “Manufatti extraterrestri potrebbero già essere nel nostro Sistema Solare a nostra insaputa, semplicemente perchè non abbiamo ancora cercato abbastanza”, scrive Jacob Haqq del Rock Ethics Institute in un documento del 2011. “L’esplorazione del Sistema Solare è sufficientemente incompleta da non poter escludere la possibilità che artefatti non terrestri siano presenti e ci stiano osservando”.

Ducan Forgan, inoltre, cita l’esperto della Nasa Robert Freitas, che già nel 1983 aveva suggerito che eventuali sonde nel nostro Sistema Solare potrebbero essere state progettate per non essere rilevate, utilizzando tecnologie ben al di là di quelle a nostra disposizione.

“La sonda potrebbe mimetizzarsi impostandosi in una condizione non rilevabile dalla civiltà che viene esplorata”, spiega Forgan a Yahoo! Notizie. “E’ da escludere anche la possibilità che le sonde abbiano smesso di funzionare o si siano rotte. Chi ha progettato le sonde deve essere un ingegnere altamente qualificato, dotando le sonde della capacità di autoripararsi, a causa delle grandi distanze e i tempi necessari per compiere l’intera missione”.

Le sonde di Von Neumann

sonde-alieneSolitamente, quando proiettiamo la nostra immaginazione nel futuro dell’esplorazione spaziale, ci viene in mente il classico metodo alla ‘Star Trek’, dove un capitano coraggioso e il suo equipaggio, a bordo di una nave stellare a curvatura, esplorano la galassia in cerca di nuovi mondi e nuove civiltà.

Tuttavia, il metodo più efficace per esplorare lo spazio potrebbe essere molto meno romantico: l’invio di sonde di Von Neumann in tutta la galassia. La ‘Macchina di Von Neumann’ è un costrutto artificiale che è teoricamente capace in modo autonomo di produrre migliaia copie di se stesso usando materiali grezzi presi dall’ambiente.

Eventuali sonde aliene progettate secondo il principio di Von Neumann, potrebbero tranquillamente riprodursi utilizzando le polveri interstellari, ma anche i depositi naturali di ferro, nichel, ecc… degli asteroidi incontrati durante la navigazione. Se una sonda aliena di Von Neumann trovasse un pianeta con la vita nascente, o con una civiltà agli albori del suo sviluppo, potrebbe rimanere inerte per migliaia o milioni di anni, aspettandone in silenzio l’evoluzione.

Un ipotesi del genere è stata proposta dal fisico Paul Davies, dell’Università di Adelaide, secondo il quale una sonda di Von Neumann potrebbe esistere attualmente sulla nostra Luna, arrivata in un passato remoto e in attesa di attivazione.

“Il fatto che non abbiamo ancora visto sonde di questo tipo non significa che la nostra galassia sia un luogo solitario”, avverte Forgan. “E’ difficile credere che civiltà capaci di tale tecnologia non siano esistite negli ultimi milioni di anni”.

Ma c’è un’altra cosa da considerare: il mese scorso, il Mufon, (Mutual UFO Network), ha ricevuto più di 600 segnalazioni di avvistamento UFO solo negli Stati Uniti. Anche se il 95% potrebbero essere dei falsi o degli errori, rimangono almeno 30 avvistamenti senza spiegazione.

Forse Fegan e Nicholson dovrebbero considerare che alcuni di questi oggetti non identificati potrebbero essere le sonde aliene che stanno cercando.

Write on Sabato, 20 Luglio 2013 Pubblicato in News - Notizie

L'ex astronauta Edgar Mitchell - Il silenzio sugli UFO deve terminare!

Edgar Mitchell, 82 anni, ingegnere areonautico americano ed ex astronauta NASA. Nel 1971 passeggiava tranquillamente sulla Luna: Ed Mitchell, infatti, e stato il sesto astronauta a passeggiare sul nostro satellite nella la missione Apollo 14.

Mitchell partecipò anche alla missione Apollo 10 come pilota del modulo lunare e a quella di Apollo 16. Insomma, è uno che di spazio se ne intende. Ha ricevuto onorificenze, congratulazioni, è uno degli eroi della Nasa, che peraltro lasciò ben presto, nel 1972, per mettersi in proprio.

Sentirlo dunque parlare con naturalezza dell’esistenza degli alieni assume un significato diverso da quello di chiunque altro lo faccia.

Ha avuto a che fare anche con il caso Roswell: “Sono stato contattato da persone collegate agli osservatori dei fatti originali, come la persona che ha recapitato le bare di dimensioni minuscole per contenere i corpi degli alieni recuperati”.

Mitchell sembra non aver paura di usare parole che negli ambienti Nasa non sono sempre semplici da pronunciare. Ufo, alieni, Roswell. Argomenti liquidati facilmente, forse troppo. E che anche per questo sollevano i dubbi degli osservatori: nella comunità ufologica l’acronimo Nasa significa anche Never A Straight Answer, “mai una risposta chiara”.

Su Roswell Mitchell ritiene che i suoi contatti militari dicano il vero quando parlano di alieni. E, dice a Bloomberg, riguardo la presunta copertura della notizia di un incidente Ufo, “credo che inizialmente la giustificazione fosse che la popolazione non fosse pronta a una notizia del genere.

Ma siamo da molto oltre quel punto”. Il silenzio di chi sa, ammesso che esista qualcuno che sa, deve terminare. E Mitchell parla proprio mentre arriva la notizia che secondo un gruppo di matematici scozzesi sonde aliene ‘auto-replicanti’ potrebbero già aver esplorato il nostro sistema solare e potrebbero essere sul nostro pianeta, anche se invisibili alle nostre tecnologie.

Ma se qualcuno tace, perché? La risposta è sempre nei soldi, sembra. Spiega Mitchell: “E’ un’opinione personale: ricordo quello che disse il presidente Eisenhower nel suo discorso finale, ovvero “diffidate della struttura industriale militare”, credo che sia questo il nodo della vicenda”.

L’astronauta poi specifica: “Ma non bisogna ridurre la questione all’industria militare, c’è tutta una serie di organizzazioni che si muovono in questo senso per garantire dei profitti. Abbiamo inventato gli aerei all’inizio del XX secolo, vent’anni dopo avevamo un’industria aeronautica.

Pensate a cosa possa significare questo rapportato al viaggio nello spazio, se avessimo controllo della tecnologia dietro gli Ufo. Pensate alla quantità di soldi che gira intorno a questa vicenda”.

E quindi, secondo Mitchell in questo modo tutto si insabbia. Ma, prosegue l’astronauta la ricerca non si può fermare: “Dobbiamo continuare a sviluppare tecnologie per portare l’umanità su altri pianeti, ma dev’essere uno sforzo mondiale perché nessun Paese può farcela da solo.

Le nazioni dovranno saper attraversare lo spazio perché prima o poi da questo pianeta dovremo andare via, il sole prima o poi finirà il suo ciclo vitale”. E per sopravvivere, dovremo imparare a viaggiare oltre la Luna.

Auguriamoci presto!